Un fiore che sa muovere gli animi

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Cari turisti curiosi,
si sta avvicinando settembre. Questo per molti significa solamente che sta finendo l’estate, ma i viterbesi danno a questa settimana un altro significato: si prepara quello che, per chi vive qui, rappresenta il “secondo capodanno". Perché? Arrivate a leggere fino in fondo e lo scoprirete!

Il 3 settembre è la notte in cui la comunità viterbese si riunisce nei vicoli e nelle piazze per acclamare la MACCHINA DI SANTA ROSA e i suoi FACCHINI.
Un’immensa torre alta circa 30 metri e dal peso di 3 tonnellate, portata in spalla da 100 uomini e che permette alla patrona di Viterbo di volare sopra i tetti della città, che lei tanto amava e per la quale sempre pregava.
Di eventi in suo onore la tradizione ne prevede quattro: il corteo storico del 2 settembre, i trasporti delle "mini macchine" portate dai bambini dei vari quartieri della città, il trasporto della Macchina la sera del 3 settembre e la fiera il 4 settembre, giorno dedicato alle solennità religiose.
Il corteo storico rappresenta la parte più strettamente legata al culto religioso: sfilano infatti, nelle vie della città, i sacerdoti delle varie parrocchie, il vescovo e tutti i fedeli, portando per il centro storico il cuore della Santa. La festa include anche i gruppi dei bambini con costumi tradizionali, divisi in “boccioli” e “rosine”, gruppi di figuranti con abiti storici che rappresentano le personalità civili e militari della storia di Viterbo, dal medioevo al '900. Tutti sfilano portando doni a “Rosina nostra". Poi la processione continua con spettacoli di sbandieratori e tamburini che accompagnano il corteo e si conclude al Santuario, lasciando le reliquie e i doni.
Il trasporto della Macchina di Santa Rosa la sera del 3 settembre, momento che suscita sempre grandi emozioni per tutti: vedere la fatica dei 100 uomini che portano questa torre di circa 30 metri, illuminata anche con fiamme vive, in giro per le strade completamente buie, è un miracolo. Il percorso parte da Porta Romana e attraversa le principali vie del centro, facendo 6 fermate, due in particolare molto suggestive perché i Facchini fanno "le girate", ovvero fanno ruotare la Macchina su se stessa più volte dedicando queste girate ad intenzioni particolari; si conclude giungendo al Santuario di Santa Rosa, percorrendo l'ultimo tratto in salita di corsa. Qui la Macchina rimarrà esposta nei giorni successivi.
Quindi, cari turisti, se volete provare questo brivido di emozioni osservando una delle tradizioni che dal 2013 è patrimonio UNESCO, venite a Viterbo tra il 1 e il 4 settembre, che tra preparativi e feste sicuramente la vostra curiosità verrà appagata.


P.S. ma perché è il "secondo capodanno"? Perché è ormai assodato che i viterbesi tutti riprendano le attività consuete solo "Dopo Santa Rosa" 😄


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